Comunicati Stampa

03 Agosto 2017

Risultati al 30 Giugno 2017

Volumi di vendita in assestamento durante il secondo trimestre; a fine giugno variazione favorevole confermata per il settore cemento (+2,3%) e per il settore calcestruzzo preconfezionato (+6,0%)

Nei primi sei mesi, domanda debole in Stati Uniti, ripresa più marcata in Europa Centrale, variazione positiva in Europa Orientale, miglioramento in Italia grazie all’export. Costi variabili di produzione e distribuzione in diffusa risalita, ma effetto prezzo favorevole solo in pochi mercati

Fatturato pari a 1.354 milioni (nel 2016: 1.261 milioni), margine operativo lordo di 241 milioni (nel 2016: 223 milioni). Effetto cambio medio nel periodo favorevole per 34 milioni sui ricavi e 9 milioni sul margine operativo lordo, grazie al rafforzamento del dollaro e del rublo

Conferma dell’evoluzione prevista per l’intero esercizio 2017 (aumento del margine operativo lordo ricorrente tra il 5% ed il 10%), con buone probabilità di attestarsi vicino al limite superiore dell’intervallo



Dati consolidati


Gen-Giu 17

Gen-Giu 16

% 17/16
Vendite di cemento m ton 12,5 12,2 +2,3
Vendite di calcestruzzo m m3 5,9 5,6 +6,0
Ricavi netti €m 1.353,8 1.261,3 +7,3
Margine Operativo Lordo    €m 241,1 222,5 +8,4
Utile netto €m 119,3 91,5 +30,4
Utile netto degli azionisti €m 117,6 90,3 +30,3
Giu 17 Dic 16 Var.
Indebitamento netto €m 909,2 941,6 32,4


Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi Unicem SpA si è riunito in data odierna per l’esame della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2017.

Il ciclo economico internazionale si sta rafforzando. La ripresa degli investimenti nella maggior parte delle economie sospinge gli scambi commerciali, si è consolidata la crescita nelle economie avanzate e nei paesi emergenti il quadro è rimasto positivo. Le prospettive di crescita si mantengono favorevoli ed in miglioramento rispetto allo scorso anno.

Negli Stati Uniti, dopo un rallentamento nel primo trimestre, una successiva accelerazione della domanda interna ha guidato il rafforzamento della crescita, che ha continuato a beneficiare del buon andamento dell’occupazione. La ripresa ha continuato a consolidarsi, anche se, non essendo stati ancora definiti i dettagli sull’entità, la composizione ed i tempi delle misure di espansione fiscale e di stimolo prospettate dalla nuova amministrazione, rimane un certo clima di incertezza ed esistono fattori di rischio al ribasso per le prospettive dell’economia.

Nell’area Euro si sono accentuati i segnali favorevoli dello sviluppo, sostenuti soprattutto dagli investimenti e dalla buona dinamica dell’attività sia nella manifattura sia nei servizi. La crescita del PIL in avvio d’anno si è confermata migliore rispetto a quanto inizialmente stimato. In Germania, il favorevole andamento del commercio internazionale, l’accelerazione della spesa pubblica ed il mercato del lavoro oramai prossimo alla piena occupazione hanno sostenuto una robusta crescita del PIL nel primo trimestre (+0,6%), proseguita a ritmi analoghi anche nel secondo. In Italia l’attività economica ha ripreso maggior vigore, grazie al deciso rialzo della spesa delle famiglie e al rafforzamento del settore dei servizi; la crescita del PIL nei mesi primaverili è proseguita allo stesso ritmo di quella, peraltro confermata al rialzo, realizzata nel primo trimestre (+0,4%).

Tra i Paesi emergenti, il rafforzamento della crescita in Cina, favorita dalla ripresa della domanda estera, e l’uscita dalla fase recessiva di Russia e Brasile, hanno contribuito al miglioramento dei risultati e delle prospettive di sviluppo.

Nelle prime settimane di luglio i corsi petroliferi sono scesi sotto i 45 dollari al barile, collocandosi sui minimi da inizio anno, per effetto del recupero della produzione negli Stati Uniti, Nigeria e Libia e per una più graduale riduzione delle scorte di greggio, nonostante il protrarsi dei tagli all’offerta da parte dei Paesi OPEC e della Russia. I contratti futures delineano un rialzo graduale dei corsi nel proseguo dell’anno.

L’inflazione al consumo è lievemente scesa nelle principali economie avanzate; negli Stati Uniti in maggio si è riportata al di sotto del 2%, in Europa è tornata a sorprendere al ribasso (1,3% in giugno) rispetto alle attese, frenata, in molti Paesi, dalla disoccupazione ancora elevata e dalla moderazione salariale. La dinamica dei prezzi si mantiene sotto tono anche nelle economie emergenti.

Nella riunione di giugno la Riserva Federale, come atteso, ha alzato i tassi e specificato il piano di riduzione di bilancio. Il Consiglio direttivo della BCE ha invece confermato la necessità di mantenere un grado elevato di accomodamento monetario per assicurare un aggiustamento durevole dell’inflazione verso l’obiettivo. In Cina la Banca centrale ha lasciato invariati i tassi di riferimento.

I ricavi netti conseguiti nel semestre sono risultati in aumento del 7,3% a 1.353,8 milioni di euro contro i 1.261,3 milioni del 2016, mentre il margine operativo lordo è cresciuto del 8,4%, passando da 222,5 a 241,1 milioni. L’effetto prezzi in valuta locale ha mostrato una variazione favorevole in Stati Uniti e, spinto dall’inflazione, in Ucraina; in leggero miglioramento Polonia e Lussemburgo e sostanzialmente neutrale Germania, Repubblica Ceca, Russia ed Italia. L’effetto volumi, ad eccezione delle lievi flessioni realizzate in Russia e Stati Uniti, è stato favorevole o neutrale in tutti gli altri mercati di presenza. L’andamento delle valute, che è stato caratterizzato dal rafforzamento di rublo e dollaro, ha avuto un impatto positivo netto di 34,4 milioni sul fatturato e di 9,4 milioni sul margine operativo lordo. Al netto delle variazioni nei tassi di cambio e di perimetro, il fatturato sarebbe cresciuto del 4,6%, ed il margine operativo lordo del 4,1%. Dopo ammortamenti e svalutazioni pari a 108,6 milioni (93,5 milioni nell’esercizio precedente), il risultato operativo è stato di 132,5 milioni (+3,6 milioni sul 2016). Il conto economico del semestre ha chiuso con un utile netto di 119,3 milioni, rispetto a 91,5 milioni nello stesso periodo del 2016.

Andamento economico e finanziario
Le vendite di cemento realizzate dal gruppo nei primi sei mesi del 2017 hanno registrato un incremento del 2,3% rispetto all’analogo periodo del 2016, attestandosi a 12,5 milioni di tonnellate. Le variazioni sono state favorevoli o neutrali in tutti i mercati di presenza, ad eccezione di Russia e Stati Uniti, che hanno chiuso con una contenuta flessione. La produzione di calcestruzzo preconfezionato si è confermata pari a 5,9 milioni di metri cubi, in buona ripresa (+6,0%) rispetto all’esercizio precedente.

Il margine operativo lordo consolidato è stato di 241,1 milioni, contro i 222,5 milioni del 2016 (+8,4%). Il dato del primo semestre è stato penalizzato da oneri non ricorrenti per 4,5 milioni (erano proventi netti per 3,2 milioni nello stesso periodo del 2016); al netto di tali importi, il margine operativo lordo del primo semestre 2017 sarebbe aumentato di 26,3 milioni (+12,0%). Le variazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto netto positivo principalmente per il rafforzamento del rublo e del dollaro. A tassi di cambio e perimetro costanti il margine operativo lordo del primo semestre 2017 sarebbe aumentato del 7,7%. La redditività caratteristica ricorrente nei primi sei mesi è migliorata di oltre 70 punti base, con variazioni favorevoli in Stati Uniti, Russia, Ucraina e Germania, mentre negli altri mercati l’andamento è risultato stabile o in peggioramento.

Dopo ammortamenti e svalutazioni per 108,6 milioni (93,5 nel primo semestre del 2016), il risultato operativo è stato pari a 132,5 milioni (129,0 milioni a giugno 2016). Il risultato prima delle imposte si è attestato a 170,1 milioni (erano 129,2 milioni nel 2016), considerando un contributo di 48,8 milioni dalle partecipazioni valutate a patrimonio netto (36,4 milioni nel 2016), plusvalenze da realizzo partecipazioni per 0,9 milioni (0,2 milioni nel 2016) ed oneri finanziari netti pari a 12,2 milioni (36,4 milioni nel 2016), la cui riduzione è stata influenzata anche dalla valutazione degli strumenti finanziari derivati. Il conto economico del periodo si è chiuso con un utile netto di 119,3 milioni, rispetto a 91,5 milioni del primo semestre 2016; l’utile attribuibile agli azionisti della società è passato da 90,3 milioni nel 2016 a 117,6 milioni nel periodo in esame.

Il flusso di cassa riferito al semestre è risultato di 227,9 milioni, in confronto a 185,0 milioni nel corrispondente periodo 2016. L’indebitamento netto al 30 giugno 2017 ammonta a 909,2 milioni, in riduzione di 32,4 milioni rispetto ai 941,6 milioni del 31 dicembre 2016. Nel semestre in esame il gruppo ha distribuito dividendi per 21,8 milioni, di cui 20,6 milioni da parte della capogruppo, ed ha sostenuto spese in conto capitale per complessivi 117,7 milioni. Gli investimenti in immobilizzazioni tecniche relativi a progetti di incremento della capacità produttiva o speciali sono stati pari a 11,9 milioni, quasi totalmente riferiti al completamento della nuova linea produttiva a Maryneal (Texas). Gli investimenti in immobilizzazioni finanziarie hanno riguardato essenzialmente il 47,9% di Cementizillo SpA (22,6 milioni), nell’ambito dell’accordo firmato il 16 giugno 2017 per l’acquisto del 100% del capitale del gruppo Zillo, conclusosi poi ad inizio luglio. Tra le componenti passive dell’indebitamento netto è compreso il valore dell’opzione “cash settlement” abbinata al prestito obbligazionario convertibile in essere, per un importo pari a 93,0 milioni (105,4 milioni a fine 2016).

Italia
Le nostre vendite di leganti idraulici e clinker, stabili sul mercato domestico, grazie a maggiori esportazioni hanno chiuso i primi sei mesi in crescita periodo su periodo (+4,6%). Sui prezzi di vendita ha influito l’effetto mix, ovvero il maggior peso delle esportazioni e del clinker, quindi il valore medio non si è discostato rispetto al livello realizzato nel primo semestre del 2016. Nel settore del calcestruzzo preconfezionato, anche grazie alla variazione positiva di perimetro avvenuta nell’area di Milano metro, le vendite hanno presentato una apprezzabile crescita, ma con prezzi in calo. In linea con tale andamento di volumi e prezzi il fatturato delle attività italiane è stato pari a 200,2 milioni, in crescita di 6,7% (187,7 milioni nel 2016). Il margine operativo lordo a fine giugno ha chiuso in negativo per 13,4 milioni (rispetto a -9,3 milioni del 2016). Occorre tuttavia ricordare che il risultato 2017 comprende oneri non ricorrenti per 2,4 milioni, costituiti da accantonamenti al fondo controversie fiscali (erano 0,2 milioni nel 2016) e che la dinamica delle scorte, determinata dai ritmi di produzione e di vendita, ha influito negativamente sul risultato per 1,4 milioni. Al netto degli effetti non ricorrenti il margine operativo lordo ha mostrato una variazione negativa pari a 1,9 milioni. I costi unitari di produzione hanno avuto un andamento sfavorevole, soprattutto a causa dell’inflazione riferita ai combustibili.

Europa Centrale
In Germania, dopo l’apprezzabile sviluppo realizzato in avvio d’anno, nel corso del secondo trimestre le spedizioni hanno mantenuto una intonazione favorevole, ma su livelli più regolari e sostenibili, favorite anche dalla ripresa della domanda dei prodotti speciali per pozzi petroliferi. Nel semestre le nostre attività nel settore cemento hanno realizzato vendite in aumento del 6,1% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, con prezzi medi stabili. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha confermato la produzione del 2016, con prezzi in leggero recupero. Il fatturato complessivo è stato di 282,5 milioni (271,2 milioni nel 2016), in aumento di 4,2% ed il margine operativo lordo si è attestato a 32,7 milioni rispetto a 29,7 milioni (+10,0%).

In Lussemburgo e Paesi Bassi, le nostre consegne di cemento, compresi i trasferimenti infragruppo e le esportazioni, hanno mantenuto una intonazione favorevole (+2,5%) con ricavi medi unitari in marginale rafforzamento rispetto al precedente esercizio. I volumi di produzione del settore calcestruzzo preconfezionato hanno registrato una ripresa più vivace (+4,6%), associata a qualche miglioramento dei prezzi. Il fatturato è stato pari a 90,7 milioni, in aumento del 3,2% rispetto all’esercizio precedente (87,8 milioni). Il margine operativo lordo si è fermato a 6,2 milioni, da 13,5 milioni realizzati nel 2016. Occorre tuttavia ricordare che il risultato del 2016 comprendeva proventi non ricorrenti per 3,4 milioni. Nell’ambito dei costi di produzione, da segnalare un sensibile aumento dei combustibili.

Europa Orientale
In Repubblica Ceca e Slovacchia le vendite di cemento realizzate nei primi sei mesi dell’anno hanno confermato una buona accelerazione (+11,9%), con prezzi medi in valuta locale in marginale riduzione. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, che comprende anche la Slovacchia, ha presentato livelli di produzione ancora più vivaci (+13,4%) con prezzi in lieve avanzamento. Il fatturato complessivo, poco influenzato dall’effetto cambio positivo, è passato da 60,6 a 65,6 milioni (+8,3%), ed il margine operativo lordo è aumentato di 0,6 milioni, passando da 12,8 milioni del 2016 a 13,4 milioni del periodo in esame.

In Polonia le quantità di cemento vendute dalla nostra unità produttiva hanno superato di poco i volumi realizzati nello stesso periodo dell’anno precedente (+0,1%), mentre la produzione di calcestruzzo preconfezionato è risultata in ripresa (+1,2%). Il livello medio dei prezzi in valuta locale ha finalmente mostrato segnali di rafforzamento sia per il cemento (+3,7%) sia nel settore del calcestruzzo preconfezionato. Tali dinamiche di mercato hanno condotto ad un fatturato in euro di 45,6 milioni, rispetto a 43,6 milioni nel 2016 (+4,6%). Peraltro il margine operativo lordo si è fermato a 9,2 milioni rispetto a 11,7 milioni del 2016 (-21,4%). Occorre peraltro tenere presente che il risultato 2016 comprendeva plusvalenze da alienazione attività fisse pari a 2,2 milioni. Il rafforzamento dello zloty (+2,3%) ha comportato un effetto cambio positivo: a parità di condizioni i ricavi sarebbero risultati in crescita del 2,2% ed il margine operativo lordo in riduzione del 23,2%.

In Ucraina nei primi sei mesi le quantità di cemento vendute dai nostri impianti industriali hanno mostrato una soddisfacente crescita (+5,1%), con prezzi medi in valuta locale ancora trainati al rialzo dall’elevata inflazione (+30,3%). Il fatturato è passato da 31,6 milioni nel 2016 a 42,6 milioni di euro nel periodo in esame (+34,8%) ed il margine operativo lordo è migliorato da 4,6 a 8,8  milioni (+4,1 milioni). L’ulteriore indebolimento della valuta locale (-2,0%) ha avuto un impatto sfavorevole sulla traduzione dei risultati in euro: a parità di cambi la variazione del fatturato sarebbe stata infatti positiva del 37,5%, mentre il margine operativo lordo avrebbe presentato un incremento pari a 4,3 milioni di euro. Da segnalare, tra i principali costi operativi in valuta locale, sensibili aumenti dell’energia elettrica e, in misura minore, dei combustibili.

In Russia le vendite realizzate nel primo semestre, nonostante il miglioramento ottenuto nella categoria dei cementi speciali “oil well”, sono complessivamente risultate in leggera flessione  (-0,6%) rispetto ai volumi raggiunti nell’anno precedente, con prezzi medi unitari in valuta locale in marginale recupero. Il fatturato è passato da 67,2 a 87,0 milioni di euro (+29,4%), ed il margine operativo lordo da 16,8 a 22,9 milioni, in aumento del 36,0%. Il rafforzamento del rublo (+19,8%) ha avuto un impatto importante sulla traduzione dei risultati in euro; al netto dell’effetto cambio, la variazione del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata rispettivamente di +3,8% e di +9,1%. Da segnalare, tra i principali costi operativi in valuta locale, importanti variazioni sfavorevoli dei combustibili e dell’energia elettrica.

Stati Uniti d’America
Le nostre vendite di cemento hanno confermato, con una leggera flessione (-0,9%), il livello raggiunto nello stesso periodo dell’anno precedente. La crescita delle consegne nelle regioni del Midwest ed il sensibile recupero dei cementi “oil well” non sono riusciti a bilanciare la debolezza della domanda in Texas, specificatamente l’area di Houston, che ha continuato a soffrire per le difficili condizioni di mercato e climatiche. I prezzi di vendita del cemento in valuta locale sono cresciuti mediamente del 5,0%. La produzione di calcestruzzo preconfezionato, presente essenzialmente in Texas, sebbene in recupero nel secondo trimestre, ha sofferto sia per la debolezza della domanda sia per il meteo, chiudendo con un andamento in leggera contrazione (-1,1%) ed una variazione dei prezzi di vendita anch’essa sfavorevole. Il fatturato in dollari si è attestato a 606,9 milioni, in aumento del 2,6% dai 591,7 milioni del corrispondente semestre 2016. Il margine operativo lordo è stato di 174,8 milioni di dollari (+9,8% dai precedenti 159,2 milioni). I ricavi netti in euro, che hanno beneficiato del rafforzamento del dollaro, sono passati da 530,2 a 560,4 milioni (+5,7%) ed il margine operativo lordo, sempre in euro, da 142,7 a 161,4 milioni (+13,1%). Occorre peraltro tenere presente che il risultato del 2017 comprende costi non ricorrenti pari a 2,1 milioni per smontaggio e smantellamento impianti. Al netto dell’effetto cambio e delle voci non ricorrenti, la variazione del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata rispettivamente di +2,6% e di +11,2%.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
L’andamento delle vendite di cemento della nostra collegata, che ha beneficiato della maggiore capacità produttiva correlata alla seconda linea produttiva di Apazapan (Veracruz), si è confermato in promettente crescita, con prezzi medi in valuta locale in netto miglioramento. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno mantenuto un profilo più debole, ma con prezzi, sempre in valuta locale, in sensibile aumento. Il fatturato ed il margine operativo lordo, espressi in moneta messicana, hanno registrato rispettivamente un incremento del 24,0% e del 23,1%. La perdita di valore del peso messicano (-4,3%) ha penalizzato la traduzione dei risultati in euro; con riferimento al 100% della collegata il fatturato si è attestato a 358,5 milioni (+18,9%) ed il margine operativo lordo è passato da 146,6 a 173,0 milioni (+18,0%). La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 37,9 milioni (33,6 milioni nel 2016).

Evoluzione prevedibile della gestione
I primi sei mesi del 2017 sono stati caratterizzati da condizioni operative coerenti con quelle attese, quali il soddisfacente progresso degli Stati Uniti, dovuto alla intonazione favorevole dei prezzi ed al miglioramento dell’efficienza associato alla nuova linea produttiva di Maryneal (Texas), la ripresa dei volumi in Europa Centrale, il recupero della redditività in Europa Orientale, la stabilizzazione della domanda in Italia, sebbene ai livelli minimi del ciclo. La redditività caratteristica è complessivamente migliorata, ma i mercati dove non c’è stato effetto prezzo favorevole hanno sofferto per il costo crescente dei fattori energetici.

Nella seconda parte dell’anno, ipotizzando condizioni meteo meno penalizzanti, gli Stati Uniti dovrebbero approfittare della base di confronto più facile, quindi consolidare i progressi ottenuti. Peraltro la recente debolezza del dollaro potrebbe influire negativamente sulla traduzione dei risultati in euro.

In Italia, la domanda è attesa stabile o possibilmente in leggero aumento, mentre l’offerta produttiva rimane ancora squilibrata rispetto ad una struttura di settore veramente sostenibile. La recente acquisizione del gruppo Zillo rappresenta un rafforzamento della nostra presenza ed un tangibile segnale di razionalizzazione e consolidamento. I risultati continueranno purtroppo ad essere insoddisfacenti, ma siamo fiduciosi sulla possibilità di ottenere un miglioramento rispetto al periodo precedente.

In Europa Centrale ci attendiamo che la domanda di cemento prosegua nel suo sviluppo favorevole, ma in assenza di variazioni in aumento dei prezzi, il miglioramento dei margini operativi sarà probabilmente limitato in valore assoluto.

In Polonia, Repubblica Ceca ed Ucraina prevediamo una evoluzione anch’essa leggermente positiva. Infine per la Russia confermiamo l’attesa di risultati operativi espressi in valuta locale in linea con l’esercizio precedente.

Basandoci sulle considerazioni sopra espresse, riteniamo che a livello consolidato le indicazioni comunicate ad inizio anno sull’evoluzione della gestione si possano considerare ancora valide. Pertanto, per l’intero esercizio 2017, prevediamo che il margine operativo lordo ricorrente possa esprimere una variazione favorevole rispetto all’esercizio precedente compresa tra il 5% ed il 10%, con buone probabilità di attestarsi vicino al limite superiore dell’intervallo.

Prestiti obbligazionari
Nel periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2017 non sono stati emessi nuovi prestiti obbligazionari.

Nei 18 mesi successivi al 30 giugno 2017 è previsto in data 28 settembre 2018 il rimborso in linea capitale di 350,0 milioni di euro riferiti all’Eurobond “Buzzi Unicem €350.000.000 6,250% Notes due 2018” emesso dalla capogruppo Buzzi Unicem SpA nel 2012.

***

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Silvio Picca, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


Contatti societari:
Segreteria Investor Relations
Ileana Colla
Tel. +39 0142 416 404
E-mail: icolla@buzziunicem.it


I risultati del primo semestre 2017 saranno illustrati nel corso di una conference call che si terrà oggi, giovedì 3 agosto, alle ore 16.30; per partecipare comporre il n. 02 805 8811.