Comunicati Stampa

09 Novembre 2017

Andamento gestionale al 30 settembre 2017

Vendite di cemento in aumento del 4,1% e volumi di calcestruzzo preconfezionato superiori all’anno scorso del 4,8%

Crescita del livello di attività in Italia, grazie alla variazione di perimetro, e conferma della ripresa in Europa Centrale; tendenza favorevole in Stati Uniti d’America, nonostante l’impatto dell’uragano Harvey lungo le coste del Texas

In Europa Orientale il buon andamento delle spedizioni soprattutto in Repubblica Ceca, oltre a Russia e Polonia, bilancia una certa debolezza in Ucraina

Ricavi netti pari a 2.133,4  milioni (nel 2016: 1.998,5 milioni)


Dati consolidati

Gen-Set 17 Gen-Set 16 % 17/16
Vendite di cemento m ton 20,3 19,5 4,1
Vendite di calcestruzzo m mc 9,2 8,8 4,8
Ricavi netti €m 2.133,4 1.998,5 6,7
Set 17 Dic 16 Var.
Indebitamento netto €m 915,2 941,6 (26,4)


Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi Unicem SpA si è riunito in data odierna per esaminare sinteticamente l’andamento economico da gennaio a settembre 2017 e la posizione finanziaria netta a fine periodo.

Nei primi nove mesi dell’esercizio in corso, nonostante l’attività operativa sia stata penalizzata a fine agosto e nel mese di settembre dall’impatto dell’uragano Harvey lungo la costa del Texas, i volumi di vendita realizzati dal gruppo si sono mantenuti in crescita rispetto all’anno precedente, grazie anche alla variazione di perimetro riferita al primo consolidamento integrale del gruppo Zillo (da inizio luglio). Ad eccezione dell’Ucraina, in leggera flessione, sono state ottenute variazioni favorevoli delle consegne a clienti in tutti gli altri paesi di presenza del gruppo, più decise in Italia, Germania, Repubblica Ceca e Lussemburgo, più lineari in Stati Uniti d’America, Russia e Polonia.

La crescita economica in atto nelle principali economie avanzate ed emergenti ha espresso segnali di consolidamento e confermato più favorevoli prospettive di espansione. Il commercio internazionale, seppure con qualche segnale di moderazione dopo la forte accelerazione di inizio anno, trova confermata per l’anno in corso la previsione di sviluppo ad un ritmo superiore al prodotto.
Negli Stati Uniti la congiuntura ha continuato ad essere sostenuta, guidata dai consumi e dagli investimenti, mentre l’inflazione, attestata in settembre al 2,2%, ha sorpreso al ribasso, collocandosi al di sotto delle aspettative. In Europa la crescita, sospinta principalmente dalla domanda interna, si è rafforzata nel secondo trimestre (+0,6%) ed ha continuato a ritmi simili nel terzo; l’inflazione si è tuttavia fermata al 1,5%, con le pressioni di fondo frenate dalla evoluzione salariale, in molte economie dell’area ancora moderata e con ampi margini di sottoutilizzo. In Italia la crescita, sia nei servizi sia nell’industria, appare più diffusa e la dinamica del prodotto si è mantenuta robusta anche nel terzo trimestre.
Sulla base dei più recenti contratti futures i corsi petroliferi si prefigurano piuttosto stabili ed attorno ai prezzi correnti, dopo essere risaliti dalla fine di giugno per effetto della riduzione delle scorte dei paesi OCSE e dell’interruzione della produzione in alcune regioni.
La Riserva federale ha avviato il processo di riduzione del bilancio ed i mercati si attendono un ulteriore rialzo dei tassi in dicembre; il Consiglio direttivo della BCE ha invece confermato di ritenere necessario un elevato grado di accomodamento monetario tenendo conto delle condizioni per un ritorno stabile dell’inflazione intorno al 2%.
Anche se le prospettive di crescita globali e le previsioni sugli scambi commerciali internazionali sono ulteriormente migliorate, rimangono tuttavia rilevanti i fattori di rischio legati all’incertezza sulle misure di espansione e di revisione della regolamentazione finanziaria prospettate dall’amministrazione statunitense e quelli relativi agli esiti del negoziato di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, che potrebbero avere ripercussioni negative sulla fiducia di famiglie ed imprese e riflettersi sulle decisioni di spesa e di investimento.

Durante il terzo trimestre del 2017, nei vari paesi in cui Buzzi Unicem opera, il settore costruzioni ha mantenuto nel complesso un soddisfacente ritmo di crescita, con positive conferme in Germania e Repubblica Ceca, un certo rafforzamento rispetto al primo semestre in Stati Uniti d’America, Lussemburgo e Russia, mentre in Ucraina si sono manifestati segnali di discontinuità rispetto alla prima parte dell’esercizio.

Le vendite di cemento e clinker del gruppo, nel periodo gennaio-settembre 2017 si sono attestate a 20,3 milioni di tonnellate, con un incremento del 4,1% rispetto al precedente esercizio (+2,6% a parità di perimetro). Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno realizzato una variazione favorevole leggermente più accentuata (+4,8%) rispetto allo stesso periodo del 2016, attestandosi a quota 9,2 milioni di metri cubi (9,1 milioni di metri cubi a parità di perimetro). L’effetto prezzi in valuta locale, rispetto allo stesso periodo del 2016, si è mantenuto positivo in Stati Uniti, in Ucraina (spinto dall’inflazione) ed in lieve miglioramento in Polonia, mentre negli altri paesi non ci sono state variazioni di rilievo.

Il fatturato consolidato è aumentato da 1.998,5 a 2.133,4  milioni (+6,7%), al lordo di un effetto cambio favorevole di 23,4 milioni. A perimetro e cambi costanti, il fatturato sarebbe aumentato di 4,5%. L’effetto volume e l’effetto prezzo, entrambi favorevoli, sono stati rispettivamente pari a 69,0 milioni e 35,5 milioni.

Si riporta qui di seguito la ripartizione dei ricavi per mercati di presenza.

milioni di euro

30/09/2017 30/09/2016 Var. assoluta
Italia 316,1 279,7 36,4
Stati Uniti d'America 860,5 831,7 28,9
Germania 448,1 429,6 18,5
Lussemburgo e Paesi Bassi 137,0 131,7 5,3
Rep. Ceca e Slovacchia 108,7 101,5 7,2
Polonia 74,9 73,4 1,5
Ucraina 73,3 60,6 12,7
Russia 145,7 118,5 27,2

Elisioni

-30,9 -28,1 -2,8
2.133,4 1.998,5 134,9

L’indebitamento finanziario netto al 30 settembre 2017 ammonta a 915,2 milioni, in riduzione di 26,4 milioni rispetto a fine dicembre 2016. Sul dato hanno inciso investimenti complessivi per 158,0 milioni (176,9 milioni il corrispondente valore nel 2016), di cui 26,9 milioni riferiti ad uscite di cassa per l’acquisto del 100% del gruppo Zillo.

Italia
L’andamento delle nostre vendite di leganti idraulici e clinker ha registrato un significativo incremento rispetto ai primi nove mesi del 2016, principalmente grazie al primo consolidamento integrale del gruppo Zillo (a decorrere dal 3 luglio 2017), nonché alla crescita dei volumi destinati all’esportazione oltre oceano e del clinker. I prezzi medi di vendita sono risultati marginalmente più deboli, per effetto del diverso mix, ovvero il maggior peso delle esportazioni e del clinker. Anche il settore del calcestruzzo preconfezionato ha beneficiato della variazione di perimetro associata all’acquisizione Zillo, oltre a quella avvenuta nell’area di Milano metro, ottenendo un’apprezzabile crescita delle produzioni, tuttavia con prezzi in calo.
Nel complesso il fatturato è passato da 279,7 a 316,1 milioni (+13,0%). A parità di perimetro il fatturato sarebbe aumentato di 5,3%.

Europa Centrale
In Germania, la domanda di leganti idraulici ha continuato a mantenere una favorevole intonazione. Le nostre consegne si sono confermate in graduale crescita, con un’accelerazione superiore alla media dei cementi speciali per pozzi petroliferi. I prezzi medi di vendita hanno manifestato un andamento piuttosto lineare, chiudendo i nove mesi in marginale miglioramento. Il ritmo della produzione di calcestruzzo preconfezionato si è mantenuto leggermente al di sotto di quello dello stesso periodo dell’anno precedente, in un contesto di prezzi in recupero.
Il fatturato totale si è attestato a 448,1 milioni, +4,3% rispetto a 429,6 milioni nel 2016.

In Lussemburgo e Paesi Bassi i volumi di vendita cemento, grazie al buon andamento della domanda locale ed al sostegno delle esportazioni verso i paesi confinanti, in rafforzamento nei mesi estivi, hanno chiuso il periodo con una variazione favorevole e prezzi in marginale miglioramento. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno confermato volumi ancor più vivaci e prezzi in lieve flessione. Il fatturato di 137,0 milioni ha registrato una crescita del 4,0% (131,7 milioni nel 2016).

Europa Orientale
La Repubblica Ceca ha confermato a tutto settembre un robusto trend di crescita nelle vendite di cemento, con prezzi medi, in valuta locale, sostanzialmente invariati. La produzione di calcestruzzo preconfezionato, che comprende anche la Slovacchia, ha fatto segnare anch’essa un netto miglioramento, con livello medio dei prezzi in marginale ripresa. Il fatturato, influenzato dal rafforzamento della corona ceca, ha raggiunto i 108,7 milioni (101,5 milioni nel 2016, ovvero +7,1%). A parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato di 5,6%.

In Polonia, al termine dei primi nove mesi, le vendite di cemento hanno chiuso al livello dell’esercizio precedente, mentre la produzione di calcestruzzo preconfezionato ha segnato una flessione. I prezzi di vendita in valuta locale si sono confermati superiori al 2016 sia per il cemento sia nel settore calcestruzzo. Il fatturato, influenzato in modo positivo dall’effetto cambio per 1,6 milioni, è passato da 73,4 a 74,9  milioni (+2,0%). A parità di cambio il fatturato sarebbe invece diminuito di 0,1%.

In Ucraina, dopo la soddisfacente crescita espressa nel primo semestre, un certo rallentamento delle consegne di cemento nei mesi estivi ha comportato, a tutto settembre, una contenuta flessione delle quantità di cemento vendute peraltro con prezzi in valuta locale, sempre in notevole rialzo a conferma dell’elevato tasso di inflazione nel paese. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato, ancorché poco rilevanti in valore assoluto, sono risultate in crescita evidente, con prezzi medi in valuta locale in aumento a doppia cifra percentuale. Il fatturato è passato da 60,6 a 73,3  milioni (+21,0%). La traduzione dei risultati in euro è stata penalizzata dal deprezzamento della valuta locale; a parità di cambio il fatturato sarebbe aumentato di 25,5%.

In Russia si è confermato il favorevole andamento dei cementi speciali “oil well” ed abbiamo assistito ad un certo recupero delle spedizioni nei mesi estivi: ciò ha permesso di chiudere i primi nove mesi con vendite in lieve miglioramento sull’anno precedente. I prezzi medi unitari in valuta locale hanno realizzato una marginale crescita. I ricavi netti sono passati da 118,5 a 145,7 milioni (+22,9%); la traduzione in euro è stata favorita dal rafforzamento del rublo (+21,4 milioni); espresso in valuta locale il fatturato sarebbe aumentato del 4,9%.

Stati Uniti d’America
Le nostre vendite complessive di cemento, grazie anche ad un confronto meno sfidante con il trimestre estivo dell’anno precedente, hanno recuperato il lieve svantaggio accumulato nel primo semestre, chiudendo i primi nove mesi in leggero progresso. L’andamento delle consegne è stato abbastanza disomogeneo nelle diverse regioni di presenza ed influenzato sia da un consistente recupero dei cementi “oil well” sia dal devastante passaggio dell’uragano Harvey che si è abbattuto nel sud est del Texas, colpendo in particolare l’area metropolitana di Houston. I prezzi medi in valuta locale hanno mantenuto una variazione favorevole, coerente con quella realizzata nel primo semestre dell’anno. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato, per la gran parte concentrate in Texas, e quindi penalizzate dal passaggio dell’uragano, hanno comunque chiuso i primi nove mesi ad un livello solo marginalmente inferiore, e prezzi, sempre in valuta locale, in calo. Il fatturato complessivo è così passato da 831,7 a 860,5 milioni di euro (+3,5%). L’effetto dovuto alla variazione del tasso di cambio è stato favorevole per 1,6 milioni.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
Il mese di settembre è stato caratterizzato da forti scosse di terremoto, che hanno interessato soprattutto le aree centrali del paese e reso difficile l’operatività ordinaria per alcuni giorni. Fortunatamente l’azienda non ha patito danni alle persone o agli impianti, se non di minima entità. In tale contesto l’andamento delle vendite di cemento della nostra collegata, grazie alla graduale introduzione della nuova capacità produttiva installata presso la cementeria di Apazapan (Veracruz), ha confermato una crescita adeguata, con prezzi medi in valuta locale che hanno riflesso un netto miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato si sono posizionate al di sotto dei livelli 2016, ma con prezzi, anch’essi in valuta locale, in robusta crescita. Il fatturato espresso in valuta locale, ha registrato un incremento del 20,9%. L’indebolimento del peso messicano (-2,8%) ha inciso sfavorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; con riferimento al 100% della collegata, i ricavi netti sono passati da 450,2 a 529,3 milioni (+17,6%).

Evoluzione prevedibile della gestione
Le condizioni operative dei primi nove mesi, sebbene afflitte in Stati Uniti d’America ed in Messico da eventi meteorologici e sismici di gravità eccezionale, hanno comunque mantenuto un andamento positivo e conforme agli sviluppi attesi. A partire dal secondo semestre, si è verificata una brusca e significativa riduzione del valore del dollaro rispetto all’euro, che comporta un effetto traduzione sfavorevole degli attivi netti denominati in tale valuta. Inoltre, da alcune settimane stiamo assistendo ad aumenti di prezzo superiori alle attese sul mercato dell’energia elettrica e dei combustibili fossili. Pertanto la nostra migliore stima attualmente formulabile, coerente con quella già comunicata al mercato in occasione della relazione semestrale, propone, per l’intero esercizio 2017, una variazione favorevole del margine operativo lordo ricorrente compresa tra il 5% ed il 10%, con buone probabilità di attestarsi nella parte alta della forchetta.
Con riferimento alla sanzione antitrust, comminata nel mese di agosto a Buzzi Unicem e ad altre imprese attive nel settore cemento in Italia, il TAR Lazio in data odierna ci ha comunicato che, anche in ragione del fatto che alla società è stato già concesso dall’AGCM il pagamento rateale della sanzione, gli interessi delle parti siano tutelabili attraverso la sollecita fissazione dell’udienza di discussione del merito (fissata al 6 giugno 2018) non ritenendo quindi necessario concedere la sospensiva del pagamento della sanzione stessa. Relativamente a questo procedimento riaffermiamo la volontà di percorrere tutte le vie legali disponibili per la più decisa opposizione, nella consapevolezza di aver agito nel pieno rispetto della normativa a tutela della concorrenza e nella convinzione dell’infondatezza degli addebiti mossi dall’Autorità. Specifichiamo altresì che il rigetto dell’istanza cautelare della sospensiva del pagamento, seppur non pregiudizievole per il risultato del ricorso, nel suo merito, comporta l’iscrizione in bilancio dell’intera sanzione in attesa dell’esito del giudizio.

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Indicatori alternativi di performance
Buzzi Unicem utilizza nell’informativa finanziaria alcuni indicatori alternativi di performance che, pur essendo molto diffusi, non sono definiti o specificati dai principi contabili.
In conformità alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e gli orientamenti ESMA/2015/1415 comunichiamo di seguito la definizione dell’indicatore utilizzato nella presente informativa.

Indebitamento netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine; rientrano in tali voci tutte le passività o attività fruttifere d’interesse e quelle ad esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati ed i ratei.

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