Comunicati Stampa

10 Maggio 2018

Andamento gestionale al 31 marzo 2018

Vendite di cemento in diminuzione del 1,6% e volumi di calcestruzzo preconfezionato inferiori all’anno scorso del 6,3%

Sia in Stati Uniti sia in Europa Centrale l’attività operativa è stata penalizzata dal meteo sfavorevole e da un numero di giorni lavorativi inferiore rispetto al primo trimestre 2017

Tengono i volumi in Europa Orientale, grazie all’andamento favorevole della Repubblica Ceca e della Russia; migliora l’Italia grazie all’aumento del perimetro di consolidamento

Ricavi netti pari a 539,1 milioni (nel 2017: 588,5 milioni)

Dati consolidati

Gen-Mar 18 Gen-Mar 17 % 18/17
Vendite di cemento m ton 5,1 5,2 -1,6
Vendite di calcestruzzo m m3 2,4 2,6 -6,3
Ricavi netti €m 539,1 588,5 -8,4
Mar 18 Dic 17 Var.
Indebitamento netto €m 896,2 862,5 33,7


Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi Unicem SpA si è riunito in data odierna per esaminare sinteticamente l’andamento economico nei primi tre mesi dell’esercizio 2018 e la posizione finanziaria netta a fine trimestre.

Nel primo trimestre del 2018 i volumi di vendita realizzati dal gruppo hanno fatto segnare una flessione rispetto all’anno precedente. L’ondata eccezionale di neve e gelo che ha investito gli Stati Uniti d’America, un prolungato periodo piovoso in Europa ed un minor numero di giorni lavorativi rispetto al primo trimestre dell’anno precedente, tra cui il periodo della Settimana Santa, hanno condizionato le spedizioni nella maggior parte dei paesi di presenza. In tale contesto, la crescita realizzata in Repubblica Ceca si può ritenere incoraggiante, insieme alla progressiva (lieve) ripresa in Russia, mentre in Italia la variazione positiva si è verificata solo in conseguenza dell’entrata di Cementizillo nel perimetro di consolidamento.

Nei primi mesi del 2018 l’economia mondiale ha mantenuto un sostenuto ritmo di crescita e la dinamica del commercio internazionale si è confermata vivace. Negli Stati Uniti d’America, dove le indicazioni in avvio d’anno prefigurano una robusta espansione, l’entrata in vigore della riforma della tassazione e l’accordo di bilancio che prevede un incremento della spesa pubblica nel biennio 2018-2019 hanno portato ad una revisione al rialzo delle aspettative di crescita. In Europa, gli indicatori congiunturali, che pure riflettono una evoluzione più moderata, rimangono coerenti nell’evidenziare uno sviluppo solido e generalizzato, grazie al buon andamento delle esportazioni ed alla ripresa degli investimenti. In Italia il prodotto ha continuato ad espandersi, seppure a ritmi inferiori e con qualche segno di rallentamento, a causa di un progresso più contenuto dell’attività industriale. Tra i paesi emergenti, l’espansione del prodotto è proseguita a ritmi robusti in Cina ed India e sono migliorate le prospettive economiche di Russia e Brasile. L’inflazione nelle principali economie avanzate si è mantenuta moderata e stabile, mentre nei paesi emergenti la dinamica dei prezzi non ha fatto rilevare segni di accelerazione. Pur mostrando ampie oscillazioni, durante il primo trimestre i corsi petroliferi sono aumentati in misura modesta. La Riserva Federale ha rialzato i tassi ufficiali mentre il Consiglio direttivo della BCE ha confermato la necessità del mantenimento di un ampio accomodamento monetario. In marzo l’amministrazione statunitense ha introdotto tariffe sulle importazioni di acciaio ed alluminio; sebbene tale misura colpisca un volume di scambi alquanto limitato, la minaccia di ulteriori misure protezionistiche e le possibili ritorsioni hanno introdotto un forte elemento di incertezza sulle prospettive degli scambi internazionali.

Le vendite di cemento del gruppo hanno chiuso il periodo con una diminuzione del 1,6% rispetto al primo trimestre del 2017, attestandosi a 5,1 milioni di tonnellate. L’andamento dei volumi è risultato sfavorevole in tutti i mercati di presenza, fatta eccezione per Repubblica Ceca, Russia ed Italia. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno realizzato una variazione sfavorevole più marcata (-6,3%) rispetto allo stesso periodo del 2017, attestandosi a quota 2,4 milioni di metri cubi. I risultati di vendita ottenuti sono stati condizionati dal meteo particolarmente sfavorevole e dai minori giorni lavorativi rispetto al primo trimestre del 2017, dato che la Settimana Santa è stata a cavallo tra marzo ed aprile.
L’effetto prezzi in valuta locale, rispetto al primo trimestre 2017, è risultato positivo praticamente in tutti i mercati di presenza; solo nella Repubblica Ceca si è verificata una flessione poco significativa.
Il fatturato consolidato si è attestato a 539,1 milioni con una riduzione di 8,4% rispetto a 588,5 milioni realizzati nel primo trimestre del 2017. L’effetto dovuto alle variazioni dei tassi di cambio è stato sfavorevole per 36,3 milioni. A parità di perimetro e cambi costanti, il fatturato sarebbe diminuito di 5,2%. L’effetto volume è risultato negativo per 24,7 milioni, mentre l’effetto prezzo è stato positivo per 16,7 milioni.
Si riporta qui di seguito la ripartizione dei ricavi per mercati di presenza.

Ricavi (milioni di €)

1° trim 18 1° trim 17 Var. assoluta
Italia 103,0 95,1 8,0
Stati Uniti d'America 208,6 256,8 -48,2
Germania 110,3 120,2 -10,0
Lussemburgo e Paesi Bassi 39,0 39,1 -0,1
Rep. Ceca e Slovacchia 26,9 23,5 3,5
Polonia 16,5 15,9 0,6
Ucraina 11,7 13,0 -1,3
Russia 32,7 33,9 -1,1

Elisioni

-9,5 -8,9 -0,7
539,1 588,5 -49,4

L’indebitamento finanziario netto al 31 marzo 2018 ammonta a 896,2 milioni, +33,7 milioni rispetto a fine dicembre 2017. Sul dato hanno inciso spese in conto capitale per complessivi 52,3 milioni (49,2 milioni il corrispondente valore nel 2017).

Italia
Grazie all’apporto aggiuntivo delle spedizioni effettuate dagli stabilimenti ex-Cementizillo, lo sviluppo dei nostri volumi di leganti idraulici e clinker ha registrato una chiara variazione positiva. A parità di perimetro, tuttavia, l’andamento sarebbe risultato in flessione, influenzato, in particolare a marzo, da una prolungata piovosità e da un minor numero di giorni lavorativi a disposizione. In un contesto di mercato meno instabile, per il riflesso delle importanti iniziative di consolidamento e razionalizzazione avvenute nell’anno precedente, i prezzi di vendita, dopo cinque anni di consecutiva discesa, hanno iniziato a mostrare qualche promettente segnale di adeguamento verso l’alto. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha consuntivato un calo delle produzioni, accompagnato da prezzi in recupero. Nel complesso il fatturato è passato da 95,1 a 103,0 milioni (+8,4%), mentre a parità di perimetro il fatturato avrebbe mostrato una riduzione di 10,1%.

Europa Centrale
In Germania, dopo un avvio d’anno caratterizzato da una buona tenuta della domanda, le nostre consegne hanno sofferto in marzo sia per il peggioramento del meteo sia per i minori giorni lavorativi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nel complesso, quindi, le vendite sono risultate in riduzione, mentre l’effetto prezzi, dopo diversi anni di sostanziale stabilità, è stato favorevole. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato hanno chiuso in riduzione più marcata rispetto a quella del cemento, in un contesto di prezzi in risalita. La recente acquisizione di Seibel & Söhne proprietaria di una cementeria a ciclo completo ad Erwitte, oltre a rafforzare la presenza del gruppo nella regione Renania Settentrionale–Vestfalia permetterà di utilizzare in modo più efficiente la capacità produttiva installata presso gli stabilimenti Dyckerhoff, già dotati delle migliori tecnologie di processo ed ambientali. Il fatturato totale è risultato pari a 110,3 milioni, -8,3% rispetto a 120,2 milioni nel 2017.

In Lussemburgo e Paesi Bassi i volumi di vendita cemento realizzati dalle nostre attività industriali nei primi tre mesi dell’anno, anch’essi influenzati dal clima sfavorevole e minori giorni lavorativi, hanno mostrato una riduzione, con prezzi in marginale rafforzamento, mentre le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno iniziato l’esercizio con volumi in robusta ripresa e prezzi in miglioramento. Il fatturato di 39,0 milioni ha confermato il livello registrato nello stesso periodo dell’anno precedente (39,1 milioni nel 2017).

Europa Orientale
In Repubblica Ceca l’attività del settore costruzioni si è mantenuta vivace, proseguendo nel ciclo di ripresa in atto da cinque anni consecutivi. Le vendite di cemento hanno realizzato una promettente variazione favorevole, con prezzi medi, in valuta locale, in marginale riduzione. Il mercato del calcestruzzo preconfezionato, che comprende anche la Slovacchia, ha iniziato l’esercizio con una variazione positiva ancora più marcata, in un contesto di prezzi di vendita in rafforzamento. Il fatturato, influenzato in modo positivo dall’effetto cambio per 1,2 milioni, ha raggiunto i 26,9 milioni (23,5 milioni nel 2017, ovvero +14,8%).

In Polonia le vendite di cemento hanno chiuso il trimestre in flessione, mentre la produzione di calcestruzzo preconfezionato ha registrato una variazione favorevole. I prezzi di vendita in valuta locale hanno espresso un buon recupero sia per il cemento sia nel settore calcestruzzo. Il fatturato, influenzato in modo positivo dall’effetto cambio per 0,5 milioni, è passato da 15,9 nel 2017 a 16,5 milioni nell’esercizio in corso (+4,0%).

In Ucraina, le consegne di cemento sono risultate in riduzione, con prezzi in valuta locale che hanno continuato ad essere sospinti al rialzo dall’inflazione. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato hanno mantenuto un andamento piuttosto vivace, con prezzi medi in valuta locale in robusto rafforzamento. Il fatturato è passato da 13,0 a 11,7 milioni (-10,2%). La traduzione dei risultati in euro è stata penalizzata dal deprezzamento della valuta locale per 1,9 milioni.

In Russia le spedizioni del primo trimestre sono risultate in leggero incremento rispetto ai volumi raggiunti nell’anno precedente, con prezzi medi unitari, espressi nella valuta locale, in recupero. I ricavi netti sono passati da 33,9 a 32,7 milioni (-3,4%), ma la traduzione in euro è stata penalizzata dal deprezzamento del rublo per 3,9 milioni; espresso in valuta locale il fatturato avrebbe invece mostrato una crescita di 8,1%.

Stati Uniti d’America
Il freddo intenso che aveva caratterizzato l’ultimo periodo del 2017 si è protratto anche nella prima parte del corrente anno. Le nostre vendite di cemento, nonostante un andamento nel mese di marzo meno penalizzato dalle avversità climatiche, hanno complessivamente chiuso in calo, reso più evidente dal confronto con risultati piuttosto brillanti ottenuti nel primo trimestre del 2017. I prezzi medi in valuta locale sono migliorati di qualche punto percentuale. Le produzioni di calcestruzzo preconfezionato, prevalentemente concentrate in Texas, hanno consuntivato un andamento piuttosto debole, con sostanziale conferma dei prezzi, sempre in valuta locale. Il fatturato complessivo è cosi passato da 256,8 a 208,6 milioni (-18,8% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio precedente). La traduzione in euro è stata penalizzata dalla debolezza del dollaro per 32,2 milioni; espresso in valuta locale il fatturato avrebbe invece mostrato una riduzione del 6,2%.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
La domanda di materiali da costruzione si è mantenuta abbastanza vivace, seppure caratterizzata da maggiori incertezze associate alla imponderabilità degli esiti e delle prospettive conseguenti alle prossime elezioni generali. Le spedizioni di cemento del primo trimestre, che riflettono un adeguato utilizzo della capacità produttiva nei tre stabilimenti, sono state influenzate dal numero di giorni lavorativi rispetto al primo trimestre 2017 e hanno consuntivato una flessione, peraltro con prezzi medi in valuta locale più elevati rispetto a quelli dello stesso periodo un anno fa. Le vendite di calcestruzzo preconfezionato hanno presentato un andamento ancor più rallentato, tuttavia abbinato ad un effetto prezzi favorevole. Il fatturato espresso in valuta locale, ha registrato una riduzione del 6,3%. La perdita di valore del peso messicano (-6,6%) ha inciso sfavorevolmente sulla traduzione dei risultati in euro; con riferimento al 100% della collegata, i ricavi netti sono passati da 171,8 a 151,1 milioni (-12,1%).

Evoluzione prevedibile della gestione
Il clima sfavorevole e l’anticipo della Settimana Santa hanno certamente influenzato in modo significativo i risultati del primo trimestre. L’andamento operativo a fine marzo è stato inferiore agli sviluppi attesi, ma si tratta di un periodo volatile e poco significativo rispetto ai risultati dell’intero esercizio. Normalmente le risultanze dei primi sei mesi, quando i condizionamenti dovuti alla stagionalità si saranno attenuati, permettono di valutare con maggiore precisione le attese per l’esercizio in corso rispetto alle indicazioni rese note a fine marzo. Al momento, quindi, riteniamo opportuno confermare l’evoluzione prevista con l’approvazione del bilancio 2017, ovvero che a livello consolidato il margine operativo lordo ricorrente dell’intero 2018 possa esprimere una variazione favorevole di pochi punti percentuali rispetto all’esercizio precedente, fatte salve le incertezze legate all’andamento dei tassi di cambio.

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Indicatori alternativi di performance
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In conformità alla Comunicazione Consob n. 92543/2015 e gli orientamenti ESMA/2015/1415 comunichiamo di seguito la definizione dell’indicatore utilizzato nella presente informativa.

Indebitamento netto: rappresenta un indicatore della struttura finanziaria e corrisponde alla differenza tra le passività e le attività finanziarie, sia a breve sia a lungo termine; rientrano in tali voci tutte le passività o attività fruttifere d’interesse e quelle ad esse collegate, quali gli strumenti finanziari derivati ed i ratei.

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