Comunicati Stampa

02 Agosto 2018

Risultati al 30 Giugno 2018

Nei primi sei mesi le vendite di cemento e clinker hanno superato quelle dell’esercizio precedente (+3,8%).
Italia in progresso grazie alla variazione dell’area di consolidamento, conferma del livello di attività in Stati Uniti ed in Europa Centrale, lieve variazione negativa in Europa Orientale, dove i miglioramenti in Repubblica Ceca, Polonia e Russia sono stati annullati dal calo in Ucraina

Effetto prezzi generalmente favorevole ma in alcuni mercati non sufficiente a bilanciare l’aumento delle principali voci di costo (fattori energetici, lavoro e servizi)

Fatturato pari a 1.337 milioni (nel 2017: 1.354 milioni), margine operativo lordo di 227 milioni (nel 2017: 241 milioni). Effetto cambio negativo per 72 milioni sui ricavi e 19 milioni sul margine operativo lordo, dovuto alla svalutazione del dollaro e del rublo

Margine operativo lordo ricorrente dell’intero anno 2018 previsto molto simile a quello dell’esercizio precedente, grazie ad un andamento dei nostri mercati più favorevole nel secondo semestre



Dati consolidati


Gen-Giu 18

Gen-Giu 17

% 18/17
Vendite di cemento m ton 12,9 12,5 +3,8
Vendite di calcestruzzo m m3 5,9 5,9 -0,7
Ricavi netti €m 1.337,4 1.353,8 -1,2
Margine Operativo Lordo    €m 227,4 241,1 -5,7
Utile netto €m 123,4 119,3 +3,4
Utile netto degli azionisti €m 123,0 117,6 +4,6
Giu 18 Dic 17 Var.
Indebitamento netto €m 894,0 862,5 31,5


Il Consiglio di Amministrazione di Buzzi Unicem SpA si è riunito in data odierna per l’esame della relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2018.

Le prospettive della crescita internazionale si mantengono nel complesso favorevoli, anche se l’intensificarsi delle tensioni connesse con l’orientamento protezionistico dell’amministrazione statunitense ha comportato una visibile decelerazione nel ritmo di espansione del commercio internazionale. Sono aumentati i rischi associati alla struttura dei futuri rapporti economici tra Regno Unito e Unione Europea, a causa dei limitati progressi sul fronte dei negoziati relativi alla Brexit.

Negli Stati Uniti, i dati congiunturali relativi al primo semestre preannunciano una crescita robusta, sostenuta dall’aumento dell’occupazione e del reddito disponibile. Le già favorevoli prospettive di sviluppo del prodotto per l’anno in corso, alimentate dalle misure di stimolo fiscale, sono state confermate.

Nell’area Euro il ritmo di crescita in avvio d’anno ha rallentato rispetto a quello piuttosto sostenuto del trimestre precedente, mantenendosi modesto anche nei mesi primaverili. L’attività è stata sospinta dalla domanda interna, soprattutto dai consumi privati; le esportazioni nette hanno invece fornito un contributo negativo. La decelerazione nel primo trimestre è stata particolarmente accentuata in Francia e in Germania. Per il 2018 nel suo complesso, le previsioni di crescita del prodotto sono state lievemente riviste al ribasso; lo sviluppo in Italia, anch’esso rivisto in riduzione, si conferma nettamente inferiore alla media europea.

Tra i Paesi emergenti, rimane solido il percorso di crescita in Cina e in India, continuano a migliorare gradualmente le prospettive della Russia, mentre restano ancora fragili in Brasile.

Le quotazioni del greggio, dopo il lieve calo registrato in giugno, hanno ripreso a salire toccando nella prima settimana di luglio i livelli massimi dalla fine del 2014; vi ha contribuito una sostenuta domanda e una riduzione delle scorte malgrado l’incremento della produzione statunitense e la decisione da parte dell’OPEC di rivedere l’accordo sui tagli della produzione per compensare le contrazioni dell’offerta in Venezuela e Iran.

L’inflazione al consumo rimane moderata nelle principali economie avanzate; in Stati Uniti nel mese di maggio è salita al 2,8%, in Europa è aumentata salendo in giugno al 2,0%. Nei maggiori paesi emergenti i prezzi continuano a non mostrare segni di accelerazione significativa.

Come atteso, nelle riunioni di giugno la Riserva Federale ha alzato i tassi di riferimento, ed il Consiglio direttivo della BCE ritenendo considerevoli i progressi verso il raggiungimento di un aggiustamento durevole del profilo dell’inflazione, si aspetta di concludere gli acquisti netti di attività alla fine dell’anno, preservando comunque un ampio grado di accomodamento monetario.

I ricavi netti conseguiti nel semestre sono risultati in riduzione del 1,2% a 1.337,4 milioni di euro contro i 1.353,8 milioni del 2017, mentre il margine operativo lordo è diminuito del 5,7%, passando da 241,1 a 227,4 milioni. Ad eccezione di un dato stabile in Repubblica Ceca, l’effetto prezzi in valuta locale ha mostrato una variazione favorevole in tutti i paesi di presenza. L’effetto volumi, favorito anche dal perimetro produttivo addizionale in Italia e Germania, è stato favorevole o neutrale ovunque ad eccezione di una modesta flessione realizzata in Lussemburgo ed una più accentuata in Ucraina. L’andamento delle valute, che è stato caratterizzato dal deprezzamento del dollaro e del rublo, ha avuto un impatto sfavorevole netto di 72,2 milioni sul fatturato e di 18,8 milioni sul margine operativo lordo. Al netto delle variazioni nei tassi di cambio e di perimetro, il fatturato sarebbe cresciuto del 1,1%, ed il margine operativo lordo del 2,6%. Dopo ammortamenti e svalutazioni pari a 104,0 milioni (108,6 milioni nell’esercizio precedente), il risultato operativo è stato di 123,5 milioni (-9,1 milioni sul 2017). Il conto economico del semestre ha chiuso con un utile netto di 123,0 milioni, rispetto a 117,6 milioni nello stesso periodo del 2017.

Andamento economico e finanziario
Le vendite di cemento realizzate dal gruppo nei primi sei mesi del 2018 hanno registrato un incremento del 3,8% rispetto all’analogo periodo del 2017, attestandosi a 12,9 milioni di tonnellate. Le variazioni sono state favorevoli o neutrali in tutti i mercati di presenza, ad eccezione di una contenuta flessione in Lussemburgo, ed una, ben più marcata, in Ucraina. La produzione di calcestruzzo preconfezionato si è confermata in linea rispetto all’esercizio precedente e pari a 5,9 milioni di metri cubi (-0,7%).

Il margine operativo lordo consolidato è stato di 227,4 milioni, contro i 241,1 milioni del 2017    (-5,7%). Il dato del primo semestre, tuttavia, è stato favorito da proventi non ricorrenti netti per 11,0 milioni (erano oneri netti per 4,5 milioni nello stesso periodo del 2017); al netto di tali importi, il margine operativo lordo del primo semestre 2018 sarebbe diminuito di 29,2 milioni (-11,9% a 216,4 milioni). Le variazioni dei tassi di cambio hanno avuto un impatto netto sfavorevole essenzialmente per il deprezzamento del dollaro e del rublo. A tassi di cambio e perimetro costanti il margine operativo lordo del primo semestre 2018 sarebbe diminuito del 4,6%. La redditività caratteristica ricorrente nei primi sei mesi si è ridotta di 200 punti base, con variazioni sfavorevoli in Stati Uniti, Ucraina, Russia e Germania, mentre negli altri mercati l’andamento è risultato stabile o in miglioramento.

Dopo ammortamenti e svalutazioni per 104,0 milioni (108,6 nel primo semestre del 2017), il risultato operativo è stato pari a 123,5 milioni (132,5 milioni a giugno 2017). Il risultato prima delle imposte si è attestato a 159,3 milioni (erano 170,1 milioni nel 2017), considerando un contributo di 40,0 milioni dalle partecipazioni valutate a patrimonio netto (48,8 milioni nel 2017), plusvalenze da realizzo partecipazioni per 0,1 milioni (0,9 milioni nel 2017) ed oneri finanziari netti pari a 4,4 milioni (12,2 milioni nel 2017), la cui riduzione è stata influenzata anche dalla valutazione degli strumenti finanziari derivati. Le imposte sul reddito hanno beneficiato della riduzione di aliquota entrata in vigore negli Stati Uniti ed il conto economico si è chiuso con un utile netto di 123,4 milioni, rispetto a 119,3 milioni del primo semestre 2017; l’utile attribuibile agli azionisti della società è passato da 117,6 milioni nel 2017 a 123,0 milioni nel periodo in esame.

Il flusso di cassa riferito al semestre è risultato di 227,4 milioni, in confronto a 227,9 milioni nel corrispondente periodo 2017. L’indebitamento netto al 30 giugno 2018 ammonta a 894,0 milioni, in aumento di 31,5 milioni rispetto ai 862,5 milioni del 31 dicembre 2017. Nel semestre in esame il gruppo ha distribuito dividendi per 28,3 milioni, ed ha sostenuto spese in conto capitale per complessivi 162,3 milioni. Gli investimenti in immobilizzazioni tecniche relativi a progetti di espansione della capacità produttiva o speciali sono stati pari a 18,5 milioni, quasi totalmente riferiti alla seconda fase del progetto di modernizzazione ed ampliamento dello stabilimento di Maryneal (Texas) ed al rifacimento dell’impianto di filtrazione a Cape Girardeau (Missouri). Gli investimenti in immobilizzazioni finanziarie hanno riguardato principalmente l’acquisizione dell’intero capitale sociale di Portland Zementwerke Seibel & Söhne GmbH & Co. KG, che opera con una cementeria a ciclo completo a Erwitte, Renania Settentrionale (43,7 milioni). Tra le componenti passive dell’indebitamento netto è compreso il valore dell’opzione “cash settlement” abbinata al prestito obbligazionario convertibile in essere, per un importo pari a 75,3 milioni (93,0 milioni a fine 2017).

Italia
Le nostre vendite di leganti idraulici e clinker, grazie al contributo aggiuntivo delle spedizioni riferite agli stabilimenti ex-Cementizillo, hanno chiuso i primi sei mesi in evidente crescita periodo su periodo (+23,2%). A parità di perimetro, tuttavia, l’andamento sarebbe risultato in flessione, influenzato da periodi piovosi prolungati e da una riduzione delle vendite di semilavorato clinker. I prezzi di vendita, in un contesto di mercato complessivamente più stabile, hanno confermato i segnali di adeguamento verso l’alto. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, oggetto di recente ristrutturazione e razionalizzazione produttiva, che ha comportato, tra l’altro, una riduzione del numero di centrali di betonaggio gestite direttamente, ha presentato un livello di produzione inferiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma con prezzi in risalita. In linea con tale andamento di volumi e prezzi il fatturato delle attività italiane è stato pari a 227,9 milioni, in crescita di 13,8% (200,2 milioni nel 2017). Il margine operativo lordo dei primi sei mesi ha chiuso in negativo per 8,9 milioni (rispetto a -13,4 milioni del 2017). Nonostante la massima attenzione dedicata all’affidamento e alla riscossione dei crediti verso clienti, recenti richieste di adesione a procedure concorsuali, in particolare per ottenimento del concordato in continuità, sono state presentate da primarie imprese nazionali di costruzione e ci hanno obbligato ad un accantonamento a perdite della relativa esposizione, per un importo pari a 2,6 milioni. Occorre inoltre ricordare che il risultato 2018 comprende costi non ricorrenti netti per 6,1 milioni, costituiti da oneri riferiti a controversie fiscali per 5,9 milioni, spese di ristrutturazione per 2,4 milioni, altri oneri per 1,7 milioni e ricavi per indennizzi pari a 3,9 milioni (erano 2,4 milioni gli oneri non ricorrenti nel 2017). Al netto degli effetti non ricorrenti e di variazione del perimetro, il margine operativo lordo ha mostrato una variazione positiva pari a 3,3 milioni. I costi unitari di produzione sono rimasti stabili, grazie alla variazione favorevole dell’energia elettrica che ha compensato l’aggravio dei combustibili e dei principali costi fissi.

Europa Centrale
In Germania, dopo un avvio d’anno inficiato da minori giorni lavorativi e meteo sfavorevole, il ritmo delle spedizioni ha ripreso una intonazione più regolare, favorita anche da una domanda per i prodotti speciali “oil well” in apprezzabile rafforzamento. Nel semestre le nostre attività del settore cemento hanno realizzato vendite in aumento del 1,1% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, con prezzi medi in ripresa. Dal mese di maggio le attività della neo-acquisita Seibel & Söhne che opera con una cementeria a ciclo completo ad Erwitte, Renania Settentrionale, sono comprese nell’area di consolidamento integrale. Grazie a tale acquisizione Dyckerhoff, che tra circa un anno interromperà la produzione ad Erwitte assorbendola nelle proprie fabbriche, ha rafforzato la posizione di mercato nel paese. Il settore del calcestruzzo preconfezionato ha presentato una produzione in calo rispetto allo stesso periodo del 2017, ma con prezzi in recupero. Il fatturato complessivo è stato di 287,2 milioni (282,5 milioni nel 2017), in aumento di 1,6% mentre il margine operativo lordo si è attestato a 27,8 milioni rispetto a 32,7 milioni (-15,0%). Occorre tuttavia ricordare un accertamento di 5,0 milioni per oneri non ricorrenti di competenza del periodo. Al netto degli effetti non ricorrenti e di perimetro, il margine operativo lordo ha mostrato una variazione positiva pari a 6,0 milioni (+18,4%). I costi unitari di produzione hanno avuto un andamento sfavorevole, soprattutto a causa dell’inflazione riferita ai combustibili e all’energia elettrica.

In Lussemburgo e Paesi Bassi, le nostre consegne di cemento, comprese le esportazioni, pur ripristinando un ritmo più regolare nei mesi primaverili, hanno chiuso il primo semestre in flessione (-5,3%), con ricavi medi unitari in marginale rafforzamento rispetto al precedente esercizio. I volumi di produzione del settore calcestruzzo preconfezionato hanno invece registrato una ripresa assai robusta (+16,9%), associata a qualche miglioramento dei prezzi. Il fatturato è stato pari a 96,5 milioni, in aumento del 6,4% rispetto all’esercizio precedente (90,7 milioni). Il margine operativo lordo è aumentato di 2,0 milioni, passando da 6,2 milioni realizzati nel 2017 a 8,3 milioni del periodo in esame. Per quanto riguarda i costi di produzione, non sono emerse criticità da segnalare.

Europa Orientale
In Repubblica Ceca e Slovacchia le vendite di cemento realizzate nei primi sei mesi dell’anno hanno mantenuto un ritmo assai favorevole (+8,6%), con prezzi medi in valuta locale senza variazioni di rilievo. Il settore del calcestruzzo preconfezionato, che comprende anche la Slovacchia, ha presentato livelli di produzione ancora più robusti (+9,4%) con prezzi in lieve avanzamento. Il fatturato complessivo, favorito dall’effetto cambio positivo, è passato da 65,6 a 75,7 milioni (+15,5%), ed il margine operativo lordo è aumentato di 6,3 milioni, passando da 13,4 milioni del 2017 a 19,7 milioni del periodo in esame (+46,9%). A parità di condizioni i ricavi sarebbero risultati in crescita del 11,2% ed il margine operativo lordo del 40,3%. Da segnalare una variazione sfavorevole nel costo dell’energia elettrica, bilanciata da un miglioramento dei combustibili e dei costi fissi di produzione.

In Polonia le quantità di cemento vendute dalla nostra unità produttiva hanno di poco migliorato i volumi realizzati nello stesso periodo dell’anno precedente (+1,0%), mentre la produzione di calcestruzzo preconfezionato è risultata in ben più vivace accelerazione (+12,9%). Il livello medio dei prezzi in valuta locale si è rafforzato sia per il cemento sia nel settore del calcestruzzo preconfezionato. Tali dinamiche di mercato hanno condotto ad un fatturato in euro di 50,1 milioni, rispetto a 45,6 milioni nel 2017 (+9,8%) ed il margine operativo lordo è passato da 9,2 a 16,4 milioni. Occorre tuttavia ricordare che il risultato in esame comprende proventi non ricorrenti per 5,4 milioni, costituiti dal rilascio del fondo rischi antitrust. Il lieve rafforzamento dello zloty (+1,1%) ha comportato un effetto cambio positivo: a parità di condizioni i ricavi sarebbero risultati in crescita del 8,6% ed il margine operativo lordo ricorrente del 18,5%. Da segnalare, tra i principali costi operativi in valuta locale, sensibili aumenti dei combustibili e, in misura minore, dell’energia elettrica.

In Ucraina nei primi sei mesi le quantità di cemento vendute dai nostri impianti industriali hanno mostrato una riduzione a doppia cifra (-18,7%), con prezzi medi in valuta locale che sono cresciuti meno dell’inflazione dei fattori. Il fatturato nel periodo in esame, si è fermato a 35,5 milioni di euro, in riduzione di 7,1 milioni rispetto a 42,6 milioni del 2017. Il margine operativo lordo è passato da 8,8 a 1,6 milioni. L’ulteriore indebolimento della valuta locale (-11,7%) ha avuto un impatto sfavorevole sulla traduzione dei risultati in euro: a parità di cambi la variazione del fatturato sarebbe stata una riduzione di 2,9 milioni, mentre il margine operativo lordo avrebbe presentato una variazione negativa pari a 7,0 milioni di euro. Da segnalare, tra i principali costi operativi in valuta locale, forti aumenti dei combustibili e, in misura più attenuata, dell’energia elettrica.

In Russia le vendite realizzate nel primo semestre, pur scontando una certa diminuzione nella categoria dei cementi speciali “oil well”, sono leggermente migliorate (+1,8%) rispetto ai volumi raggiunti nell’anno precedente, insieme ad una variazione favorevole dei prezzi medi unitari espressi in valuta locale. Il fatturato si è attestato a 82,6 milioni di euro, in riduzione di 4,4 milioni rispetto a 87,0 milioni realizzati nello stesso periodo del 2017. Il margine operativo lordo è passato da 22,9 a 19,6 milioni, in riduzione di 3,3 milioni. La debolezza del rublo (-14,6%) ha avuto un impatto importante sulla traduzione dei risultati in euro; al netto dell’effetto cambio sfavorevole, la variazione del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata rispettivamente di +8,8% e di -1,8%. Da segnalare, tra i principali costi operativi in valuta locale, variazioni chiaramente sfavorevoli dei combustibili e dell’energia elettrica.

Stati Uniti d’America
Le nostre vendite di cemento, in buona ripresa nel corso dei mesi primaverili, in modo particolare nelle regioni del Sud Est e del Sud Ovest, hanno confermato (con arrotondamento al rialzo) il livello raggiunto nel primo semestre dell’anno precedente. I prezzi di vendita del cemento in valuta locale hanno espresso una crescita media di pochi punti percentuali. La produzione di calcestruzzo preconfezionato, presente essenzialmente in Texas, anch’essa in recupero nel secondo trimestre, ha chiuso con volumi analoghi al primo semestre del 2017 ed una variazione lievemente positiva dei prezzi di vendita. Il fatturato in dollari si è attestato a 610,9 milioni, in aumento di 0,7% dai 606,9 milioni dello stesso periodo 2017. Il margine operativo lordo è stato di 173,1 milioni di dollari (-1,0% dai precedenti 174,8 milioni). I ricavi netti in euro, influenzati negativamente dal deprezzamento del dollaro, sono passati da 560,4 a 504,7 milioni (-9,9%) ed il margine operativo lordo, sempre in euro, da 161,4 a 143,0 milioni (-11,4%). Occorre peraltro tenere presente che il risultato del periodo in esame comprende proventi non ricorrenti pari a 16,7 milioni relativi alla cessione del ramo aziendale relativo alla produzione su licenza di calcestruzzo in sacchi pronto all’uso. Al netto dell’effetto cambio e delle voci non ricorrenti, la variazione del fatturato e del margine operativo lordo sarebbe stata rispettivamente di +0,7% e di -13,6%, quest’ultima essenzialmente dovuta ad un aumento dei costi di produzione, distribuzione e generali assai superiore all’evoluzione del fatturato.

Messico (valutazione al patrimonio netto)
L’andamento delle vendite di cemento della nostra collegata è stato influenzato dall’incertezza e dalle aspettative associate agli esiti delle elezioni generali di luglio. Le spedizioni hanno mostrato una flessione, peraltro con prezzi medi in valuta locale in miglioramento, mentre le vendite di calcestruzzo preconfezionato sono risultate piuttosto deboli, ma con prezzi, sempre in valuta locale, in robusto aumento. Il fatturato ed il margine operativo lordo, espressi in moneta messicana, hanno registrato rispettivamente una flessione del 3,5% e del 2,8%. La perdita di valore del peso messicano (-9,7%) ha penalizzato la traduzione dei risultati in euro; con riferimento al 100% della collegata il fatturato si è attestato a 315,3 milioni (-12,1%) ed il margine operativo lordo è passato da 173,0 a 153,2 milioni (-11,4%). La quota di risultato riferita al Messico, compresa nella voce di bilancio in cui confluiscono le valutazioni al patrimonio netto, ammonta a 34,3 milioni (37,9 milioni nel 2017).

Evoluzione prevedibile della gestione
Dopo un avvio d’anno penalizzato dal meteo sfavorevole, in particolare in Stati Uniti ed Europa Centrale, le condizioni climatiche del secondo trimestre sono tornate, quasi dappertutto, nella norma. Il livello di attività dei primi sei mesi del 2018 è risultato a livello consolidato abbastanza simile allo stesso periodo dell’anno precedente, quindi non coerente con le ipotesi di crescita moderata che avevamo inizialmente prospettato per l’esercizio in corso.
In Italia il primo semestre è stato penalizzato da alcune perdite operative difficilmente ripetibili. Pertanto, ipotizzando un modesto rafforzamento della domanda e la conferma di un effetto prezzi favorevole, confidiamo di riuscire a chiudere l’esercizio con un margine operativo leggermente positivo.
In Europa Centrale ci attendiamo la prosecuzione del ciclo favorevole della domanda, la conferma del recupero prezzi e di conseguenza un miglioramento dei risultati operativi ricorrenti.
Anche in Repubblica Ceca e Polonia prevediamo una evoluzione positiva, in continuità con la prima metà dell’anno, che dovrebbe condurre ad uno sviluppo favorevole dei risultati operativi.
In Ucraina invece, rispetto alle ipotesi formulate ad inizio esercizio, il quadro risulta notevolmente peggiorato. Prefiguriamo ancora debolezza dei volumi ed un rafforzamento dei prezzi in valuta locale non sufficiente a compensare la elevata inflazione dei costi di produzione, combustibili in particolare.
La situazione si prospetta più stabile in Russia, dove, supponendo che il tasso di cambio del rublo si mantenga ai valori attuali, ci attendiamo che i risultati operativi confermino perlomeno quelli dell’esercizio precedente.
Nella seconda parte dell’anno, riteniamo che in Stati Uniti d’America il livello di attività si mantenga elevato e ciò permetta di raggiungere un effetto volumi e prezzi positivo. Tuttavia le nostre previsioni indicano che la differenza sfavorevole accumulata nei primi sei mesi a livello di risultati operativi potrà essere colmata solo in misura limitata. È probabile, per contro, che alla luce del recente apprezzamento del dollaro, l’effetto cambio determini per l’intero esercizio un effetto meno negativo.
Basandoci sulle considerazioni sopra espresse, per l’intero esercizio 2018, prevediamo che il margine operativo lordo ricorrente possa attestarsi ad un livello molto simile a quello dell’esercizio precedente, fatte salve le incertezze legate all’andamento dei tassi di cambio.

Prestiti obbligazionari
Nel periodo dal 1 gennaio al 30 giugno 2018 non sono stati emessi nuovi prestiti obbligazionari.
Nei 18 mesi successivi al 30 giugno 2018 è previsto in data 28 settembre 2018 il rimborso in linea capitale di 350,0 milioni di euro riferiti all’Eurobond “Buzzi Unicem €350.000.000 6,250% Notes due 2018” emesso dalla capogruppo Buzzi Unicem SpA nel 2012.
Inoltre, in data 17 luglio 2019 è previsto il rimborso in linea capitale di 220,0 milioni di euro riferiti all’Equity-Linked Bond “Buzzi Unicem €220.000.000 1,375% Equity-Linked Bonds due 2019”. La Società ha la facoltà di soddisfare l’esercizio dei diritti di conversione mediante consegna di azioni ordinarie Buzzi Unicem SpA, oppure corrispondere un importo in denaro, oppure di consegnare una combinazione di azioni ordinarie e denaro. Le obbligazioni saranno rimborsate in un’unica soluzione al loro valore nominale se non anticipatamente rimborsate o convertite.

***

Il Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, Silvio Picca, dichiara ai sensi del comma 2 articolo 154 bis del Testo Unico della Finanza che l'informativa contabile contenuta nel presente comunicato corrisponde alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili.


Contatti societari:
Segreteria Investor Relations
Ileana Colla
Tel. +39 0142 416 404
E-mail: icolla@buzziunicem.it


I risultati del primo semestre 2018 saranno illustrati nel corso di una conference call che si terrà oggi, giovedì 2 agosto, alle ore 16.30; per partecipare comporre il n. 02 805 8811.