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L'attività mineraria

La produzione del cemento e del calcestruzzo impiega significativi quantitativi di materie prime naturali e di recupero; come tale richiede un utilizzo sapiente delle risorse del territorio che ospitano i nostri siti estrattivi. La materia prima, va identificata in giacimenti e depositi naturali e successivamente prelevata per la produzione di cementi o come inerte per la produzione di calcestruzzo. I luoghi circostanti ed il giacimento stesso devono essere attentamente studiati sotto tutti gli aspetti, mentre l'estrazione deve essere progettata e attuata rispondendo a stringenti criteri di sostenibilità ambientale, sociale, nonché di efficienza industriale.

 

Progettare l'attività estrattiva

L’individuazione del sito, la scelta delle tecnologie, i metodi di coltivazione e la progettazione del recupero ambientale sono affrontati in modo integrato, al fine di soddisfare i seguenti obiettivi:
•    utilizzare al meglio un giacimento evitando l’apertura di nuovi siti limitrofi;
•    garantire la compatibilità ambientale in tutte le fasi dell’attività estrattiva;
•    studiare metodi e mezzi di scavo che agevolino le successive opere di ripristino;
•    pianificare l’avanzamento per lotti di coltivazione per consentire un recupero ambientale contestuale all’attività estrattiva.

   

 

La coltivazione mineraria

Le materie prime sono generalmente estratte con coltivazioni a cielo aperto e con tipologie di coltivazione mineraria che dipendono dalla topografia locale.

Esistono differenti tipologie di coltivazioni, a seconda che si estragga materia prima destinata alla produzione di cemento, oppure inerti per la produzione di calcestruzzo.


•    COLTIVAZIONI DI MONTE (cemento)

Interessano i rilievi, presentano una tipica morfologia a gradoni e utilizzano piste e rampe di accesso per raggiungere il sito di lavorazione. Talvolta si presentano come un esteso pendio più dolce laddove la morfologia di partenza lo consenta.
 

Esempio di coltivazione a gradoni     Esempio di coltivazione a tesata unica

    
Roaschia (CN)   Alonte (VI)

 

 

•    COLTIVAZIONI DI PIANURA (cemento)

Denominate coltivazioni a fossa, interessano quote inferiori al perimetro che delimita l’area in coltivazione.
 

Esempio di coltivazione a fossa (in fase di scavo)

   
Augusta (SR)   Guidonia (RM)

 

 

Coltivazione a fossa a ripristino ultimato
   
Augusta (SR)   Tivoli (RM)

 


•    ESTRAZIONE DI INERTI E MATERIALI (SABBIE E GHIAIE) DESTINATI ALLA PRODUZIONE DEL CALCESTRUZZO

Avviene in cave di monte o in aree di pianura generalmente limitrofe ai corsi d’acqua, dove a seconda della tipologia di scavo la coltivazione potrà dar origine a specchi lacustri più o meno profondi con recupero ambientale di tipo naturalistico, o a superfici depresse rispetto al piano di campagna originario, ripristinate a uso agricolo.
        

  

Ceretto (TO)   Sant'Albano Stura (CN)

 

Coltivazione in specchio lacustre di grande profondità

  

 

La coltivazione ha dato origine a un lago poco profondo con vegetazione adatta a vivere in ambienti sommersi

 

 

Il recupero ambientale dei siti estrattivi

Sul sito estrattivo, al fine di ricostituire gli ambienti e gli habitat, contestualmente al proseguimento dell’attività di cava, vengono eseguite una serie di operazioni, quali: riporto di terra, consolidamento della stessa, interventi di regimazione delle acque, inerbimenti e piantumazione di specie arboree ed arbustive.

Gli obiettivi prioritari del recupero ambientale dei siti estrattivi sono:

•          Garantire la stabilità dei luoghi attraverso rimodellamenti e morfologie adeguate

•          Rimodellare l’area e integrarla nel contesto circostante, attraverso l’utilizzo di piante autoctone e di materiale di scopertura

•          Ricostituire e potenziare gli habitat ricercando la massima diversità biologica e morfologica

•          Valorizzare l’area recuperata: l’intero sito estrattivo, o parte di esso, viene destinato a riuso agricolo o alla collettività, rendendolo disponibile per la fruizione pubblica attraverso recuperi con finalità naturalistiche, didattiche, scientifiche e sportive.

 
Morfasso (PC)     Castellazzo Bormida (AL)
     
 
Robilante (CN)   Sant'Albano Stura (CN)

 

Buzzi Unicem, con il fine di integrare al meglio il recupero ambientale, collabora con associazioni ambientaliste quali LIPU, LEGAMBIENTE, Cuneo Birding e altri portatori di interesse locali, nella progettazione e realizzazione degli interventi di ripristino. Ggrazie a queste sinergie ne scaturiscano riutilizzi  a fini naturalistici,  educativi, turistico-ricreativi, culturali e sportivi.

 

Alcuni casi esemplari  di recuperi con finalità fruitiva:

Oasi La Madonnina (Sant’Albano Stura – CN)

Un’oasi creata  realizzando due specchi lacustri ad acque basse, circondati da un’accogliente vegetazione ripariale, che ospita ogni anno centinaia di uccelli migratori o stanziali e centinaia di visitatori (appassionati del genere, birdwatcher, fotografi e famiglie). L’oasi è oggi un punto di riferimento  tra i principali siti della categoria per la varietà di specie ornitiche avvistate.

   

 

Oasi Botanico Ricreativa Ceretto (Carignano – TO)

In questo sito estrattivo tutt’ora in attività, si svolgono attività didattiche e laboratori incentrati su temi scientifici e naturalistici, oltre a interessanti escursioni nel “sentiero natura” che si snoda attorno al lago di cava, tra boschi planiziali e formazioni ripariali.

   

 

• Laghi di pesca sportiva (Castellazzo Bormida – AL e Scansano – GR)

Due laghi ad acque profonde, oggi utilizzati dagli appassionati del settore per l’attività di pesca sportiva che consente all’uomo di conciliare sporto, tempo di qualità e natura.

   

 

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