Le cementerie hanno limiti emissivi superiori agli inceneritori
I processi che avvengono all’interno della cementeria e di un termovalorizzatore sono differenti, anche quando una cementeria opera in regime di co-combustione, impiegando combustibili alternativi a quelli fossili.
Per tali ragioni la normativa prevede limiti emissivi diversi per alcuni limitati parametri, legati alle alte temperature di combustione (ad es. NOx) che si raggiungono nei forni da cemento, decisamente superiori a quelle riscontrabili nei termovalorizzatori, ed alla natura delle materie prime (ad es. COT ed SO2). Altri settori, quali ad esempio il vetro, a causa delle temperature di processo ancora superiori hanno limiti più elevati di quelli imposti alle cementerie.
E’ dunque il processo e la tecnologia a disposizione per abbattere le emissioni che ha una influenza sulla determinazione del limite. Laddove ci sono tecniche note e consolidate per l’abbattimento delle emissioni, i limiti vengono progressivamente adeguati. E’ dunque fondamentale, ai fini della minimizzazione degli impatti, che i limiti alle emissioni imposte per legge, per ciascun settore produttivo, siano conformi alle Migliori Tecniche Disponibili per il contenimento delle stesse.
Per quanto riguarda invece i microinquinanti organici e i metalli, i limiti emissivi in concentrazione sono identici sia per una cementeria che per un termovalorizzatore.
Più nel dettaglio, per quanto concerne i microinquinanti organici, le cementerie che coinceneriscono applicano per legge i valori di cui al paragrafo 2 del punto A dell’Allegato 2 al Titolo III-bis alla Parte Quarta del D. Lgs. 152/2006, che sono esattamente gli stessi imposti agli impianti di incenerimento ai sensi del punto A dell’Allegato 1 al Titolo III-bis alla Parte Quarta del D. Lgs. 152/2006. E’ proprio il paragrafo 1 del punto A dell’Allegato 2 al Titolo III-bis alla Parte Quarta del D. Lgs. 152/2006 che per gli impianti che coinceneriscono specifica che “i valori limite totali di emissione (C) per gli inquinanti di cui all’Allegato 1, paragrafo A, punti 3 e 4 [per gli impianti di incenerimento, N.d.R.], sono quelli fissati nei suddetti punti [metalli, PCDD/F, IPA e PCB-DL, N.d.R.]”.
Oltre a tutto ciò, giova ricordare che ogni quantità di rifiuto sottratto alla termovalorizzazione e impiegato nei forni da cemento, genera un risparmio netto di emissioni per l’ambiente, che sarebbero comunque generate dal cementificio durante la produzione di cemento con l’impiego dei combustibili fossili.