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2021

04 March 2021

Precisazioni su il coincenerimento di rifiuti: per l’Europa è una pratica virtuosa, sostenibile e rispettosa della gerarchia dei rifiuti

A fronte della posizione dei comitati ambientalisti di Fanna e Maniago che vorrebbero qualificare il coincenerimento come una pratica dannosa e contraria ai principi dell’economia circolare, Buzzi Unicem intende fornire le seguenti precisazioni su un tema di fondamentale importanza per la corretta gestione dei rifiuti, la massima valorizzazione delle frazioni recuperabili e il risparmio di risorse fossili non rinnovabili.

I combustibili solidi secondari (CSS) impiegabili nel ciclo produttivo del cemento derivano dal recupero di quella frazione dei rifiuti che, al termine della raccolta differenziata, non può essere ulteriormente riutilizzata o riciclata. In particolare, tali materiali, per essere impiegati quali combustibili, vengono attentamente selezionati, lavorati e trasformati in CSS.

Si tratta di una forma di recupero di materiali, comunque esistenti, il cui destino finale alternativo sarebbe lo smaltimento tramite incenerimento, conferimento in discarica o export verso altri Paesi. Non sono quindi materiali sottratti ai recuperi di materia più virtuosi.

Per questi motivi è indubbio come il recupero dei CSS all’interno delle cementerie o di altri impianti, come le centrali termoelettriche, rispetti pienamente i principi dell’economia circolare e la gerarchia europea dei rifiuti. Sul punto, è anche intervenuto recentemente il TAR Lazio con sentenza n. 219/2021 riconoscendo che “le fasi di produzione ed utilizzo di CSS-Combustibili si svolgano senza pericolo per la salute dell’uomo e la tutela dell’ambiente, così collocandosi tale normativa nel quadro più generale delle politiche europee per la creazione e promozione della c.d. “economia circolare””.

In riferimento alle considerazioni sul mutato quadro di riferimento delle direttive europee sull’economia circolare, il fatto che i rifiuti da utilizzare come combustibili non siano computati ai fini degli obiettivi di riciclaggio, non incide sulla qualificazione in termini di recupero, dal momento che il riciclaggio è una delle forme di recupero previste dall’UE e – come riconosciuto dal TAR Lazio – il recupero energetico è da preferire a qualunque altra forma di smaltimento gerarchicamente inferiore. Recupero di materia e recupero di energia sono dunque due pratiche non in contraddizione, ma complementari.

Va altresì precisato che la produzione di CSS, in tutte le sue fasi, consente una sensibile riduzione della quantità effettivamente destinata alla combustione: basti considerare che partendo da 100 kg di rifiuto indifferenziato si ottengono circa 30-40 kg di CSS, a seguito della ulteriore selezione e differenziazione svolta nell’impianto di produzione del CSS.

Successivamente alla sua produzione, l’utilizzo dei CSS in cementeria consente di sfruttare utilmente un processo produttivo esistente, senza variazioni significative delle emissioni, e contribuisce alla riduzione delle emissioni complessive, evitando quelle dovute al conferimento in discarica o all’incenerimento.

Infine, si ribadisce come i numerosi e continui studi sull’impatto ambientale della cementeria, tanto da parte della Società, quanto – e soprattutto – da parte degli Enti preposti, non hanno mai rilevato dati anomali o allarmanti nel territorio interessato, tantomeno per quanto riguarda i PCB.

A tal riguardo, infatti, occorre ricordare che sono molti i processi di combustione, non solo industriale, ma anche civile ed agricola, che possono generare diossine, furani e PCB. Se poi aggiungiamo il fatto che gli studi di ARPA FVG hanno evidenziato una situazione di contaminazione da microinquinanti analoga in zone non soggette alle ricadute della cementeria, si può dedurre che le nostre emissioni siano compatibili con il contesto in cui è collocata e, che al tempo stesso, si dovrebbero indirizzare verifiche emissive anche su altre possibili fonti.

Lo stabilimento di Fanna è sempre aperto alle visite, nel rispetto dei protocolli anti-Covid: chiunque voglia approfondire il processo produttivo del cemento, i suoi impatti e formulare domande in proposito è il benvenuto. Vi invitiamo a venirci a trovare scrivendo a visitafanna@buzziunicem.it

 

2020

03 November 2020

Precisazioni interrogazione M5S per abbassare il limite di emissione per i PCB

In merito all’interrogazione parlamentare dell’eurodeputata Eleonora Avi, tramite la quale è stata posta alla Commissione la questione dei limiti emissivi previsti per i PCB, e alle relative dichiarazioni di Luca Sut, portavoce del Movimento 5 stelle, Buzzi Unicem informa che comparare le concentrazioni di emissione di determinati gas con i limiti di tollerabilità dell'OMS non ha basi di carattere scientifico.

In particolare, vengono erroneamente contestate le concentrazioni di PCB emesse al camino, muovendo da calcoli che pretenderebbero di correlare le emissioni dell’impianto al numero di abitanti presenti sul territorio e a livelli di esposizione ritenuti accettabili per tale tipo di sostanze.

Tali correlazioni sono prive di qualunque fondamento, come già più volte rappresentato, almeno per i seguenti motivi:

In base alle misure effettuate, le concentrazioni delle emissioni misurate al camino sono circa 7.000 volte inferiori al loro limite di legge.

Le emissioni inoltre sono soggette a fenomeni dispersivi che riducono sensibilmente, anche di migliaia di volte, le concentrazioni a livello del suolo degli inquinanti in atmosfera.

Nel caso dello Stabilimento di Fanna, per i vari parametri studiati, tra i quali i PCB, i più moderni modelli di ricaduta, stabiliscono che le immissioni risultano mediamente inferiori di 200.000 volte rispetto alle emissioni al camino.

La presenza di una fonte emissiva (la cementeria), non è resa più o meno pericolosa in funzione del numero di persone che vivono nell’area in cui è collocata. Per il singolo abitante la “pericolosità” non subisce variazione ed è per questo che è metodologicamente errato effettuare calcoli che suddividano le emissioni per il numero di abitanti; altrimenti a fronte di una popolazione più numerosa si evidenzierebbe paradossalmente un miglioramento della qualità dell’aria.

Si precisa, infine, che lo Stabilimento di Fanna rispetta non soltanto il limite posto per i PCB, a cui fanno riferimento gli attivisti, ma anche il più ristrettivo limite previsto per i PCB-DL come sottoinsieme dei PCB totali.

 

12 September 2020

Anomalia impianto

Buzzi Unicem rende noto che questa mattina, alle ore 8,30, presso la cementeria di Fanna, a seguito di una momentanea anomalia, è avvenuta una fuoriuscita di materia prima polverizzata (in gergo farina), risolta in breve tempo.

Nello scusarsi per il disagio arrecato, l’azienda segnala che la fuoriuscita è rimasta prevalentemente circoscritta all’interno dell’impianto. Tutti gli enti di competenza sono stati prontamente avvisati.

10 November 2020

Ulteriori precisazioni su emissioni di PCB

In merito a quanto riportato negli ultimi giorni a mezzo stampa a proposito delle emissioni di PCB, Buzzi Unicem precisa che sono numerosi e continui gli approfondimenti sull’impatto ambientale della Cementeria, tanto da parte della Società, quanto – e soprattutto – da parte degli Enti preposti.

In questo senso, il fatto che un impianto industriale e le sue ricadute siano costantemente controllate e verificate rappresenta una garanzia per le condizioni ambientali dell’intero territorio.

Occorre peraltro ricordare che sono svariati i processi di combustione, non solo industriale, ma anche civile ed agricola, presenti nella zona, che possono generare diossine, furani e PCB. Indipendentemente dal fatto che siano autorizzati o meno, anzi a maggior ragione se non sono provvisti di autorizzazione.

La posizione è confermata dagli stessi Enti che hanno effettuato approfondimenti sulle deposizioni dei PCB e sulle possibili contaminazioni delle uova di gallina nella zona di Fanna e di Maniago.

In tali occasioni, note le emissioni specifiche dell’impianto e le sue ricadute, non è mai emersa alcuna possibile responsabilità ambientale della Cementeria di Fanna.

Sorprende dunque che venga menzionata la presenza della Cementeria sul territorio quale fonte primaria di questo tipo di composti e, a maggior ragione, ritenere che i PCB derivino dall’impiego dei materiali di produzione in ingresso, dato questo smentito dalle analisi disponibili.

Queste affermazioni, infatti, omettono di considerare le caratteristiche del ciclo produttivo, le analisi stesse e – in generale – le garanzie ambientali in essere. Proprio il pieno rispetto – con peraltro ampio margine – di molteplici valori limite posti a livello normativo ed autorizzativo su tali composti (sia quello sui PCB totali, che quello sui PCB-DL) rappresenta la garanzia del contenimento di ogni possibile impatto ambientale derivante dall’impianto.

Intendiamo, quindi, rivolgere a chi intendesse approfondire il tema un invito ad un confronto tecnico-scientifico costruttivo, in cui siamo disponibili a condividere anche le più recenti analisi delle emissioni che comprovano l’apporto minimale della Cementeria (si noti, solo per esempio, che nel periodo 2018 - 2020 le determinazioni circa le emissioni di PCB hanno permesso una più precisa quantificazione in termini di grammi/anno e non già di kg/anno, come risultava nei dati più risalenti).

Siamo certi che ciò possa rassicurare coloro che intendono conoscere i dati effettivi e che, legittimamente, auspicano il massimo contenimento degli impatti ambientali.

Lo stabilimento di Fanna è sempre aperto alle visite, nel rispetto dei protocolli anti-Covid: chiunque voglia approfondire il processo produttivo del cemento, i suoi impatti e formulare domande in proposito è il benvenuto. Vi invitiamo a venirci a trovare scrivendo a visitafanna@buzziunicem.it

 

01 September 2020

Paolo Maggi, nuovo Direttore dello Stabilimento di Fanna

Dal 1° settembre Paolo Maggi sarà il nuovo direttore dello Stabilimento Buzzi Unicem di Fanna.

Laureato in ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano, nel corso della sua carriera professionale ha ricoperto numerose posizioni di responsabilità in Italia e all’estero sia per il gruppo Buzzi Unicem sia per altre aziende internazionali.

Assumendo un nuovo incarico Paolo Maggi è pronto ad intraprendere la nuova sfida di guidare l’impianto produttivo di Fanna e di essere un punto di riferimento per un dialogo proficuo e di valore con il territorio.